Pepite naturali

La chiusa e la rocca de La Baume

Si dice spesso che Sisteron è una porta della Provenza, e la rocca di La Baume con la sua chiusa ne sono la rappresentazione più prestigiosa. Allo stesso tempo topografica e climatica, questa scultura, composta da strati verticali di calcare e pieghe famose in tutto il mondo, è considerata dai geologi come una vera curiosità. I sedimenti di pietra calcarea depositati sul fondo del mare alla fine del periodo giurassico formarono strati che si piegarono una prima volta alla fine dell'era secondaria, al tempo della creazione delle grandi pieghe che formano il Mont Ventoux, la montagna di Lure... poi una seconda volta durante il sollevamento delle Alpi, durante l’era terziaria. Il lavoro di erosione ha fatto il resto, offrendoci "una grande rocca nuda scolpita come una cattedrale" come scrive Paul Arène !

Le Gole del Riou

Scoprirete nel corso di un'escursione ombreggiata e rinfrescante le magnifiche gole del Riou e la loro straordinaria geologia! Queste rocce fatte di marna e calcare si sono piegate e deformate per formare una V: si è in presenza di una sinclinale arroccata. È piuttosto raro vederne una così bella in Francia. Il sentiero costeggia grandi tratti di marna nera, attraversa una foresta di pini neri, un piccolo ponte in pietra, quindi una leggera salita vi conduce su un ripiano dal quale potrete avere una magnifica vista sulle gole del Riou. Gli amanti della natura saranno appagati da queste gole con le loro pozze d'acqua, nonché dalla fauna e dalla flora che vi vivono.

 

Scopro nelle foto

 

Il lago dei Monges o lago d’Esparron

Dal villaggio di Esparron-la-Bâtie, antico comune ora collegato a quello di Bayons, è necessario percorrere 300 m di dislivello prima di raggiungere il lago dei Monges (altitudine: 1544 m). Questo lago artificiale, creato nel 1970, è circondato da una foresta di larici e pini che si riflettono nell'acqua. Dopo aver camminato su questa parte del GR6, il sito, vera oasi di pace, vi invita a una pausa sotto l'ombra benefica dei larici.

Valavoire

Potrete scoprire forme naturali insolite, come "il castello di La Môle" e "il fungo": I movimenti tettonici che seguirono il ritiro del mare alpino tra i 65 e i 4 milioni di anni fa diedero vita a gole, cascate e barre potenti come la montagna di "Jouère" la cui cima, "La Croix de Saint Jean", culmina a 1886 m. Successivamente, l'erosione scolpì alcune forme notevoli come "Il castello di La Môle" sul sentiero in direzione di Jouère o il "fungo" sulla pista che porta da Valavoire a Authon.

Il gesso

Il gesso fa parte del patrimonio locale; questo materiale naturale è utilizzato dal Medioevo per gli edifici dei dintorni che ancora oggi ne sono la testimonianza (antiche mura, « gypseries » (decorazioni di stucco) , colombaia di Upaix...). Una cava di gesso viene sfruttata nel comune di Lazer per trasformare questa roccia in gesso. La collina della cava di gesso con le sue cime biancastre è ben visibile nei dintorni (attenzione perché il sito è vietato poiché pericoloso); essa proteggeva un antico borgo medievale la cui storia inizia nel XII secolo e termina nel XIV secolo. Sono state condotte campagne di scavi e le ricerche hanno portato alla luce vestigia di abitazioni scolpite nel gesso e attrezzature della vita quotidiana: forni per il pane, cisterne per la raccolta dell'acqua piovana, sili per lo stoccaggio di cereali e molti oggetti ora conservati nel deposito archeologico regionale di Aix-en-Provence. Un simposio sulle sculture in gesso si tiene a Laragne ogni 2 anni.
 

Zoom su...

Vicino al lago dei Monges, un rifugio Retrouvance®, marchio registrato dall’Office National des Forêts, si tiene lontano dalla vista. Due offerte per gli appassionati di ecoturismo: affitto di casolari e circuiti di escursioni Retrouvance® che comprendono accompagnamento, alloggio, ristorazione e trasporto bagagli.

 

Le uova di dinosauro di Rosans

Una vera curiosità geologica da scoprire nella regione di Rosans, le "uova di dinosauro" sono in realtà sfere di arenaria, incastonate in una vasta banchina di arenaria che si formò 110 milioni di anni fa durante l'era secondaria. Un circuito gira intorno a questo altopiano lunare, su un terreno sabbioso, nel mezzo di timo ed erica. Accesso a partire da La Beaume, a 2 km da St-André de Rosans. Questa è una proprietà privata che vi preghiamo di rispettare senza prendere nulla sul posto, in modo che i visitatori seguenti possano continuare a godersi questo spettacolo. Alcune sfere hanno un diametro di due metri!

La Valle dell’Oule

Partite alla scoperta della pittoresca valle di Valdoule con la sua ampia varietà di paesaggi dalle deliziose sfumature, dai verdi prati di Sainte-Marie alle cime frastagliate dall'erosione, dove alberi di noce e tigli sono parte del patrimonio locale. Non è raro ammirare un maestoso volo di rapaci intorno a Montmorin: aquile reali, bianconi, avvoltoi ... Sulle rive dell'Oule, se vi fate discreti, potrete osservare le colonie di castori e il loro incessante lavoro intorno al villaggio di Bruis.

Le marne

Noterete spesso terre nere nei paesaggi; molto frequenti nelle Baronnies, le marne disegnano le loro sagome scure lungo i ripidi pendii. La bellezza delle loro forme, chiamate "a dorso di elefante", è stata scolpita dal ruscellamento delle acque. Se le terre nere sono le più frequenti, la valle di Rosans o quella di L’ Epine offrono al viaggiatore "marne blu", risalenti al Cretaceo (-100 milioni di anni). Queste formazioni, prive di vegetazione, contengono a volte fossili. Le marne sono piuttosto comuni nella regione di Sisteron Büech! Con i loro toni, che variano dal color sabbia al carbone in base all'umidità e alla luminosità, queste rocce morbide scolpite dall'erosione a volte conferiscono al paesaggio l’aspetto del selvaggio West!

Lo sapevate?

Il cavallo bianco di Bruis. Questa curiosità locale, completamente integrata nel patrimonio da diverse generazioni, è semplicemente il lavoro di Madre Natura che, sulla collina di Devès, di fronte al villaggio, ha usato ciò che aveva a portata di mano (alberi e ghiaia bianca) per disegnare questo animale che cavalca instancabilmente nell'Alta Valle dell’Oule da quasi un secolo, secondo la memoria degli anziani (e forse di più?).